- Nel 2025, la transazione media in Europa ha richiesto 363 giorni – per la prima volta non si è registrato alcun aumento
- Il 53% degli intervistati ha tuttavia segnalato tempi di chiusura più lunghi negli ultimi 12 mesi
- Il 24% ha osservato un calo della probabilità di concludere un accordo dopo una Due Diligence positiva
Francoforte sul Meno, XX febbraio 2026 – Transazioni lunghe e complesse, forte interesse nelle regioni DACH e CEE: la piattaforma di Due Diligence Drooms ha pubblicato per il quarto anno consecutivo il suo Real Estate Trends Report 2026, che analizza la durata e la portata delle transazioni elaborate tramite Drooms. Nel 2025, il 70% delle transazioni ha riguardato il settore immobiliare, mentre il restante 30% è stato distribuito tra operazioni di finanza aziendale, energia e operazioni legali. Per la prima volta dall'inizio delle indagini di Drooms, la durata delle transazioni in Europa è rimasta stabile a 363 giorni rispetto all'anno precedente. Oltre all'analisi dei dati, Drooms ha intervistato 80 esperti immobiliari sulle loro intenzioni di investimento e sulle loro valutazioni di mercato per il 2026.
La maggior parte degli intervistati (36%) desidera investire un massimo di 20 milioni di euro nel settore immobiliare nel 2026. Il 15% prevede di investire tra i 20 e i 50 milioni di euro, il 14% tra i 50 e i 100 milioni di euro, l'11% tra i 100 e i 250 milioni di euro e il 14% addirittura più di 250 milioni di euro.
Uno dei risultati chiave del rapporto è che il 53% degli intervistati in tutti i mercati europei ha notato un allungamento della durata delle transazioni negli ultimi dodici mesi. Il 16% segnala addirittura un aumento superiore al 20% e il 27% un aumento compreso tra il 10 e il 20%. Allo stesso modo, il 24% afferma che la probabilità di concludere un accordo dopo la Due Diligence è diminuita nell'ultimo anno, mentre il 54% riferisce che la probabilità è rimasta invariata.
Stagnazione della durata delle transazioni in Europa: è in vista
un'inversione di tendenza?
Un'analisi anonima del database Drooms mostra tuttavia una stagnazione dei
tempi di transazione. Rispetto al 2024, il tempo di transazione europeo è
rimasto stabile a 363 giorni. Tuttavia, vi sono significative differenze specifiche
per paese: nel Regno Unito, una transazione richiede ora 577 giorni, un nuovo
record rispetto ai 499 giorni dell'anno precedente. Buone notizie per la
Germania, dove i tempi di transazione sono scesi a 398 giorni, rispetto ai 405
giorni dell'anno precedente. Anche in Francia i tempi di transazione sono
aumentati a 336 giorni, rispetto ai 329 giorni dell'anno precedente, così come in
Spagna (244 giorni, rispetto ai 206 giorni).
“I tempi di transazione in Europa hanno continuato a registrare record su record per anni. Ora, per la prima volta, assistiamo a una stagnazione. Questo potrebbe essere un indicatore di un miglioramento del contesto delle transazioni. Tuttavia, va anche notato che, nonostante la leggera ripresa, la certezza delle operazioni è in calo e i tempi di transazione rimangono elevati”, commenta Alexandre Grellier, co-fondatore e CEO di Drooms. "Gestire questa complessità è una sfida enorme. Ciò rende ancora più importanti i processi strutturati e digitali per lo scambio e l'elaborazione di informazioni e documenti, soprattutto per le transazioni complesse e transfrontaliere".
Focus sulle regioni CEE e DACH
Queste regioni continuano ad essere molto popolari tra gli investitori: il 28% degli intervistati prevede di investire dal 25 al 50% del proprio volume di investimento al di fuori del proprio mercato nazionale. Il 58% ha dichiarato di voler investire al massimo il 25% all'estero. La Spagna (43%), la regione DACH (37%) e la regione CEE (34%) sono particolarmente apprezzate, seguite dal Benelux (22%). Allo stesso tempo, gli investitori vedono delle sfide: il 47% cita i diversi contesti normativi come l'ostacolo più grande, mentre il 28% cita la mancanza di accesso al mercato.
Gli immobili residenziali e logistici rimangono i preferiti dagli investitori -
infrastrutture in domanda
Come nel 2025, gli immobili residenziali (43%; -1) e logistici (15%; -5%)
rimangono al centro dell'attenzione degli investitori, seguiti dalle infrastrutture
(compresi i data center: 14%; ±0) e dall'ospitalità (11%; +1), dal commercio al
dettaglio (8%; +3), dalla sanità (7%; +3) e dagli uffici (1,3%; -2,7%). Nonostante la
classificazione cauta come classe di attività più attraente, il 62% degli investitori
desidera espandere la propria esposizione alle infrastrutture; solo il 10% circa
desidera ridurla.
Il finanziamento rimane una sfida
La sfida più grande per le aziende intervistate rimane la situazione finanziaria: il 46% afferma che garantire ulteriori finanziamenti è la sfida più grande. Per il 16% un'altra sfida importante è rappresentata dalla ristrutturazione e dal finanziamento successivo delle proprie passività. Il 39% cita la mancanza di opportunità di investimento; il 28% considera la carenza di lavoratori qualificati e la gestione della regolamentazione tra le tre sfide più importanti. Ciononostante, il 60% degli intervistati desidera essere più attivo nel mercato delle transazioni nel 2026 rispetto al 2025. Solo il 15% prevede di ridurre le proprie attività.
Più operazioni grazie all'IA
Per quanto riguarda l'impatto dell'intelligenza artificiale sul settore delle transazioni, la maggior parte degli intervistati prevede che l'IA consentirà loro di esaminare e preparare più operazioni con lo stesso numero di dipendenti (49%). Il 15% ritiene che le operazioni diventeranno più rapide ed economiche e/o che l'IA contribuirà a ridurre i costi delle transazioni e della consulenza legale. Il 12% prevede che l'IA ridurrà i posti di lavoro nel settore delle transazioni, consentendo così di risparmiare sui costi.
“L'IA ha il potenziale per rendere il mercato delle transazioni più equo. Mentre oggi le grandi operazioni richiedono strutture e manodopera adeguate, in futuro le boutique più piccole saranno in grado di competere con i grandi gestori di investimenti e gli investitori”, spiega Grellier. “L'IA non sostituirà da sola la ricerca di operazioni o la Due Diligence, ma potrà semplificare l'accesso a operazioni più numerose e migliori. Non è una cattiva notizia per un mercato in transizione”.
Il rapporto completo sulle tendenze immobiliari 2026 è disponibile per il download qui: https://drooms.com/resources/white-papers/real-estate-trends-report-2026/





