Dopo la pandemia COVID-19 il lavoro da remoto รจ diventato la norma per molti dipendenti. Se, da un lato, ha permesso una maggiore flessibilitร e un migliore equilibrio tra vita privata e lavorativa, dallโaltro si รจ speculato molto sullโimpatto che il rientro in ufficio dei lavoratori da remoto avrร sul valore degli immobili commerciali (CRE). In questo articolo abbiamo preso in considerazione come questa tendenza globale puรฒ influenzare i valori CRE e le loro differenze sui mercati del Regno Unito, della Germania, della Francia e della Spagna.
Il rientro dei lavoratori da remoto โ Una prospettiva globale
A livello globale vi sono diversi fattori comuni da prendere in considerazione per quanto riguarda lโentitร dei lavoratori da remoto che rientrano fisicamente sul loro posto di lavoro tradizionale.
Da quando il lavoro da remoto รจ diventato una condizione prevalente, molte aziende si sono rese conto di poter risparmiare sui costi di affitto e hanno ridimensionato, di conseguenza, i loro uffici. Con la riduzione della presenza fisica dei dipendenti sul posto di lavoro, le societร hanno potuto ridurre gli spazi e molte hanno deciso di trasferirsi in locali di piรน piccoli e convenienti se non, addirittura, di dismettere gli uffici esistenti. Questo, in particolare nei grandi centri urbani, ha portato a un aumento della disponibilitร di immobili commerciali.
Con il lento ritorno alla normalitร dopo la pandemia, molte aziende stanno richiamando i dipendenti sul posto di lavoro, magari anche a tempo parziale. Se da un lato questo genera una maggiore disponibilitร di immobili commerciali, dallโaltro รจ fondamentale considerare lโimpatto che il rientro fisico dei dipendenti negli uffici avrร sulle decisioni aziendali in tema di spazi destinati agli uffici.
Per esempio, molte aziende stanno adottando un modello di lavoro ibrido che consente ai dipendenti di suddividere la propria attivitร tra lavoro in presenza e quello da remoto, con il risultato che le aziende continueranno a ridurre i propri spazi di lavoro rispetto a quelli che occupavano prima della pandemia. Inoltre, alcune societร hanno rilevato che il lavoro da remoto ha aumentato la produttivitร e, quindi, hanno deciso di continuare a mantenere una politica di lavoro da remoto. Questo potrebbe spiegare la persistenza del rallentamento della domanda di immobili commerciali anche quando i dipendenti rientrano fisicamente sul posto di lavoro.
Un altro importante aspetto da tenere in considerazione รจ lโimpatto che il rientro in ufficio dei dipendenti avrร sulle varie tipologie di immobili commerciali. Per esempio, con il rientro di sempre piรน dipendenti sul posto di lavoro, le attivitร che fanno affidamento su un elevato traffico pedonale, come i ristoranti e i negozi al dettaglio, potrebbero contribuire a incrementare la domanda, anche se quella per gli uffici continua a rimanere bassa.
Nel complesso, รจ difficile prevedere con precisione quale sarร lโimpatto del rientro dei lavoratori da remoto sul valore degli immobili commerciali. Se da un lato per alcune attivitร il progressivo rientro in ufficio dei lavoratori da remoto potrebbe generare una domanda di maggiori spazi di lavoro, dallโaltro ve ne sono altre che potrebbero decidere di adottare o mantenere politiche di lavoro da remoto, con una conseguente diminuzione della domanda di spazi per uffici.
A mano a mano che il mondo si riprende dalla pandemia, รจ essenziale non perdere di vista lโadattamento e i cambiamenti delle aziende in materia di esigenze immobiliari.
Abbiamo qui preso in considerazione le differenze a livello regionale generate dalla tendenza del rientro al lavoro in ufficio. Il CRE รจ perรฒ influenzato anche da altri fattori, come lโalto livello dellโinflazione, i tassi di interesse piรน elevati e i problemi della catena di fornitura, che non consentono di considerare il lavoro in presenza come un elemento a se stante. Sebbene queste numerose variabili rendano difficile valutare direttamente quale sia il loro impatto sul valore degli immobili commerciali, sono comunque unโutile guida da tenere in considerazione come fattore significativo.
Regno Unito
Nel Regno Unito vi sono evidenze a conferma che il lavoro da remoto ha raggiunto il suo apice dopo la pandemia. I datori di lavoro e i dirigenti sono desiderosi di vedere rientrare sul posto di lavoro un numero sempre maggiore di persone.
Sulla base di quanto affermato da Remit Consulting, la media giornaliera di dipendenti dellโInghilterra e del Galles che hanno svolto la propria attivitร in presenza nel corso dellโintera prima settimana di settembre 2022 ha raggiunto il suo apice dal maggio 2021, anche se si รจ attestato al solo 31%. Nel West End di Londra e nei Docklands, dove hanno sede numerose banche e istituzioni finanziarie che invitano i dipendenti a rientrare a lavorare in ufficio, nella settimana dal 5 al 9 settembre 2022 lโoccupazione delle aree per uffici ha raggiunto il 50% solo in determinati giorni.
Il settore finanziario non ha tenuto nascosta la sua aspirazione di vedere il rientro fisico dei dipendenti sul luogo di lavoro. Giร nel lontano febbraio 2021, David Solomon, CEO di Goldman Sachs, in una conferenza del Credit Suisse affermava:
"Penso che per unโazienda come la nostra, con una cultura di apprendistato innovativa e collaborativa, questa situazione non sia lโideale. E [il lavoro da remoto] non deve rappresentare una nuova normalitร . ร unโaberrazione a cui dobbiamo porre rimedio il prima possibile".
Nel Regno Unito lโequilibrio dei poteri sta cambiando e quello dei dipendenti che chiedono come e dove lavorare si sta indebolendo a causa della minaccia di licenziamenti e degli impatti della recessione sul mercato del lavoro britannico. In molti settori stiamo iniziando a vedere licenziamenti. La Ford, nellโambito del suo programma di riduzione di 4000 posti di lavoro in Europa, ne ha tagliati 1300 nel Regno Unito e si vocifera che British Steel sia intenzionata a ridurre di 1200 unitร lโimpianto di Scunthorpe, e anche quello di Port Talbot รจ a rischio. Solo a partire dallโinizio del 2023, il settore della rivendita al dettaglio del Regno Unito ha perso piรน di 15.000 addetti. Anche se si tratta di un settore non particolarmente orientato verso il lavoro da remoto, rappresenta comunque un segnale per altri settori industriali.
Questa tendenza si riflette sulla percentuale di offerte di lavoro pubblicate su LinkedIn, scese a dicembre 2022 dal 16 al 12%.
Impatto sul mercato immobiliare commerciale del Regno Unito
Cโรจ incertezza su come il rientro sul posto di lavoro possa influire sui valori degli investimenti e delle transazioni CRE. Il Carter Jonas February 2023 Commercial Outlook evidenzia la complessitร di questa situazione.ย
Lโalto tasso di inflazione del Regno Unito comporta una maggiore pressione sui costi delle aziende e si ritiene intensificheranno la loro attenzione sulla riduzione dei costi e sul miglioramento della produttivitร . Se da un lato per molte societร gli immobili aziendali sono il secondo piรน grande capitolo di spesa dopo quello delle retribuzioni, dallโaltro unโofferta di spazi di lavoro di piรน alta qualitร potrebbe diventare un volano in termini di produttivitร .
Anche in presenza di unโampia disponibilitร di uffici, per creare ambienti di lavoro โvivaciโ รจ anche necessario mirare a una migliore qualitร del posto di lavoro. Questo ha portato a un incremento dei canoni di locazione per gli immobili di prima fascia, e lโindagine di RICS del quarto trimetre prevede che nel corso del 2023 possano aumentare del 10%.
Anche se lโindagine indica una possibile diminuzione dei canoni di locazione per le attivitร al dettaglio di prima e seconda fascia, gli intervistati prevedono un aumento dei canoni di locazione per i settori industriali di prima o e seconda fascia, rispettivamente, del +40% e del +6%. Inoltre, si registra una sempre maggiore attenzione verso edifici ecosostenibili e a risparmio energetico in quanto gli affittuari sono impegnati a soddisfare i propri obiettivi ambientali, sociali e di governance (ESG) in costante aumento.
Crediamo che con lโattuale scarsitร di nuovi sviluppi edilizi, i canoni di locazione di prima fascia continueranno a crescere facendo ulteriormente aumentare la disparitร tra i canoni di locazione di prima fascia e quelli di minore qualitร della fascia โBโ.
Secondo Carter Jonas, alla fine del 2022 i volumi delle transazioni degli immobili commerciali hanno mostrato un forte declino. Nel quarto trimestre del 2022 hanno registrato un totale di 6,885 miliardi di sterline, in ribasso rispetto al terzo trimestre dello stesso anno e del 68% rispetto allo stesso trimestre del 2021. Tuttavia, il declino complessivo non รจ cosรฌ marcato: le vendite annuali totali del 2022 hanno raggiunto i 50,4 miliardi di sterline totali, con una flessione del solo 8% sulla media trimestrale degli ultimi cinque anni, e questo grazie anche al forte incremento verificatosi nel primo trimestre del 2022. I settori industriali e degli uffici hanno continuato a registrare i maggiori investimenti, ma nel settore degli uffici si รจ assistito a un forte declino delle transazioni (โ69% nel quarto trimestre rispetto al terzo).
L'indice mensile CBRE, pubblicato a gennaio 2023, riporta che i capitali globali investiti in proprietร commerciali nel Regno Unito sono diminuiti del 13,3% nel 2022, con un calo dei rendimenti totali annuali del 9,1%. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al 2021, quando i valori e i rendimenti erano aumentati, rispettivamente, del 13,8% e del 19,9%.
Questa tendenza continuerร a persistere in presenza di unโinflazione superiore al 10% e dellโaumento dei tassi di interesse di marzo 2022. La situazione รจ fluida e, in particolare, in linea con le decisioni della Banca dโInghilterra sui tassi di interesse. Prevediamo che con la riduzione dei tassi dโinteresse prevista per la metร del 2023, dellโinflazione e con lโaumento del numero di dipendenti che rientra sul posto di lavoro, i volumi delle transazioni e le valutazioni della qualitร degli asset immobiliari commerciali aumenteranno per ritornare ai livelli del 2021.
Germania
Prima della pandemia, in Germania il lavoro da remoto non era molto diffuso. Tuttavia, a partire dallโabolizione di aprile 2022 dei requisiti per lo svolgimento del lavoro a domicilio, molte aziende hanno iniziato a richiamare i propri dipendenti sul posto di lavoro. Il Governo tedesco ha sostenuto questo cambiamento esprimendo le proprie perplessitร per gli effetti negativi che il lavoro da remoto avrebbe potuto determinare sulla produttivitร e lโinnovazione.
Tuttavia, si prevede che gli accordi sul lavoro flessibile in Germania continueranno a guadagnare popolaritร in quanto molti dipendenti e aziende hanno potuto sperimentarne i vantaggi. Pertanto, dopo la pandemia, il posto di lavoro in Germania continuerร probabilmente a prevedere una combinazione fra lavoro da remoto e in presenza, con le aziende che offriranno ai propri dipendenti condizioni di lavoro piรน flessibili.
In base a unโindagine condotta ad agosto 2022 dal โlaboratorio di ideeโ (think-tank) Ifo di Monaco di Baviera, il 25% dei dipendenti tedeschi stavano ancora lavorando a domicilio, anche se parzialmente. Si tratta di un incremento sostanziale rispetto ai periodi di pre-pandemia, quando il lavoro da remoto era attestato al 15%.
Il Prof. Oliver Falck, direttore di ifo Zentrum fรผr Industrieรถkonomik und neue Technologien (Centro per lโorganizzazione industriale e le nuove tecnologie), segnala che la percentuale di dipendenti tedeschi che lavora da remoto si sta stabilizzando al 25% e prevede che questa percentuale rimanga costante anche sul lungo termine.
Tuttavia, la percentuale media di dipendenti tedeschi che lavorano da remoto non evidenzia alcune differenze significative presenti nei diversi settori industriali. In base allโindagine del Centro ifo, le societร tedesche di consulenza manageriale sono particolarmente orientate verso personale che lavora da casa, con il 72,5% dei dipendenti di questo settore che, a novembre, ha lavorato temporaneamente da remoto rispetto al 71,5% del mese di agosto.
Il lavoro da remoto รจ prevalente anche fra i fornitori di servizi informatici (IT) (71,7%) e nei settori della pubblicitร e delle ricerche di mercato (60,4%).
Degno di nota รจ anche lโimpatto sul flusso pedonale. Sulla base di unโanalisi degli spostamenti tramite tracciamento telefonico pubblicata da Google, il flusso pedonale a metร ottobre 2022 era, in Germania, diminuito del 14% rispetto al periodo di pre-pandemia, mentre nel Regno Unito era calato del 24%. Non deve sorprendere, inoltre, che gli spostamenti per recarsi sul posto di lavoro siano piรน frequenti nei giorni infrasettimanali mentre il lunedรฌ e il venerdรฌ si registra un calo significativo delle presenze in ufficio.
Sulla base dei dati di Google, le cittร con distretti finanziari e commerciali hanno registrato un maggiore riduzione degli ingressi sul posto di lavoro rispetto ad altre aree piรน densamente popolate. A ottobre 2022, Berlino ha registrato un calo degli spostamenti pedonali del 20% rispetto ai livelli di pre-pandemia, con una percentuale globale della Germania attestata al 10%.
Impatto sul mercato immobiliare commerciale in Germania
In base alle previsioni della UE nei prossimi mesi la Germania registrerร una lieve recessione a cui seguirร una crescita moderata nel corso dellโanno riconducibile alla diminuzione dei costi energetici, alla rimozione dei problemi della catena di fornitura e al ritorno della domanda per le esportazioni.
Le previsioni sono diverse, ma si ritiene che i livelli di occupazione rimarranno elevati, con un solo leggero incremento dei disoccupati.
Savills sottolinea che, storicamente, ogni recessione nella Germania degli ultimi 30 anni ha portato a una diminuzione dellโoccupazione di uffici. Prevediamo che questa tendenza continui anche nel 2023, influenzata dalla diminuzione della domanda di spazi per uffici, dallโaumento della disponibilitร di uffici in subaffitto e dalla diminuzione delle richieste di affitto. Di conseguenza, persisterร e potrebbe aumentare il numero di uffici sfitti.
Lโimpatto sulle locazioni รจ meno chiaro. In generale, anche in presenza di un eccesso di offerta, cosรฌ come accade nel Regno Unito, la domanda di immobili di prima fascia รจ in crescita e crea una scarsitร in questo settore. Questa condizione potrebbe rappresentare unโopportunitร di investimento.
Nel 2022, il mercato tedesco degli investimenti immobiliari ha registrato un volume di transazioni di 65,8 miliardi di euro, 52,3 dei quali destinati a proprietร immobiliari commerciali e 13,5 a quelle residenziali. Sebbene questi valori rappresentino un calo del 41% rispetto al 2021, si tratta di una diminuzione del solo 7% rispetto alla media degli ultimi 10 anni.
Diminuiscono anche i prezzi delle unitร immobiliari commerciali. Lโindagine di marzo 2023 condotta da Deutsche Bundesbank (Banca centrale tedesca) sui prezzi delle proprietร immobiliari commerciali nelle 7 piรน importanti cittร tedesche ha rilevato, per il 2022, una diminuzione dellโ11% nei comparti della vendita al dettaglio e degli uffici.
Nel complesso, con la riduzione dei tassi di interesse e la ripresa dellโeconomia, รจ probabile che verso la fine del 2023 si verifichi una ripresa dei volumi delle transazioni e dei prezzi. La domanda sarร alimentata dal rientro degli impiegati sul posto di lavoro e dalla scarsitร di uffici di qualitร . Non รจ facile essere precisi quando si prendono in considerazione fattori come la guerra in Ucraina, ma gli investitori devono avere la necessaria agilitร per rispondere velocemente ai rapidi cambiamenti che si verificano nellโambiente degli investimenti.
Francia
Uno studio condotto da Ifop Institut franรงais d'opinion publique (Istituto francese di sondaggio dโopinione) per conto della Fondazione Jean-Jaurรจs ha rilevato che solo il 29% dei dipendenti francesi lavora da remoto โalmeno una volta alla settimanaโ rispetto al 51% della Germania e al 42% del Regno Unito.
Inoltre, anche i dipendenti francesi che lavorano da remoto lo fanno con minore frequenza rispetto alle loro controparti europee. In Italia, per esempio, il 30% dei dipendenti opera in telelavoro per 5 giorni alla settimana e il 17% per 2 o 3 giorni, mentre in Francia sono, rispettivamente lโ11% e il 14%.
"I francesi sono spesso esitanti davanti ai cambiamentiโ, spiega Sonia Levillain, autore di La petite boรฎte ร outils du management ร distance e professore presso la IรSEG School of Management di Lille. โSi tratta di uno stereotipo, ma รจ anche una realtร ."
Sebbene lo stato di lavoro ibrido abbia guadagnato una sua collocazione in Francia da quando a giugno i dipendenti sono rientrati in ufficio, molte aziende stanno ora adottando un approccio di โufficio flessibileโ con postazioni di lavoro condivise (hot desking). Tuttavia, Levillain dice che โ[โฆ] i dipendenti sono relativamente scettici al riguardo. Sono attratti dallโufficio fisico โ in cui lavorano โ perchรฉ rappresenta un segno di identitร e di appartenenza allโorganizzazione.
La riluttanza nei confronti del lavoro da remoto puรฒ anche dipendere dalla tradizionale modalitร di lavoro in un ufficio francese, dove i manager hanno una spiccata tendenza a controllare i loro subalterni.โ Levillain spiega, โStoricamente, la strategie di gestione non si sviluppano su un concetto di fiducia e autonomia ma, piuttosto, su un approccio di controllo dallโalto verso il basso.โ
In aggiunta, in un ufficio francese, le interazioni sociali giocano un ruolo critico per lโassunzione delle decisioni. Tradizionalmente, tutte queste interazioni si verificavano in modo informale e difficilmente trasferibile sullo schermo di un computer. Levillain evidenzia che โ[โฆ] la comunicazione รจ spontanea e non organizzata e strutturata in un momento specifico e con persone specifiche.โ Aggiunge anche che sul posto di lavoro i manager apprezzano i contatti e le interazioni non pianificate. โSi va in giro per gli uffici e si discute delle strategie davanti al distributore del caffรจ, perchรฉ รจ il luogo dove si assume la maggior parte delle decisioni e si trova una soluzione.โ
Secondo Levillain, per raggiungere una condizione di lavoro ibrido piรน sostenibile sarebbe necessario passare dallโattuale realtร di ufficio informale a una piรน strutturata. โDa un punto di vista culturaleโ, aggiunge Levillain, โpenso che ci sia ancora molto lavoro da fare per raggiungere questo obiettivo.โ
Impatto sul mercato degli immobili commerciali in Francia
Come accade in tutti i Paesi europei, anche in Francia i volumi relativamente ridotti del rientro dei lavoratori da remoto sul posto di lavoro avrร un impatto solo marginale sulle valutazioni CRE. Saranno i fattori macroeconomici come lโinflazione, i tassi di interesse e i bassi tassi di crescita quelli che determineranno in grande misura lโambiente futuro delle valutazioni CRE.
Ci sono prove sempre piรน evidenti che la crisi economica sta creando un calo nelle transazioni CRE e sui valori degli asset francesi. Il quarto trimestre del 2022 ha visto un calo significativo degli investimenti in unitร immobiliari commerciali che si ritiene sia riconducibile allโinnalzamento dei tassi di interesse che gravano su questo settore. Secondo Immostat, che traccia le transazioni degli investitori superiori a 4 milioni di euro, le negoziazioni totali per asset immobiliari come uffici, locali per la vendita al dettaglio e di magazzini sono crollate del 52% (5,4 miliardi di euro [5,8 miliardi di dollari USA]). Il calo รจ stato ancora piรน pronunciato nella regione di Parigi, dove le transazioni sono diminuite del 62% (2,5 miliardi di euro).
Nel quarto trimestre il prezzo medio di un ufficio nella regione di Parigi รจ sceso dellโ1% attestandosi a 7.980 euro/m2, la valutazione piรน bassa dal terzo trimestre del 2020. Nel corso dellโanno gli investimenti immobiliari commerciali in Francia sono calati del 2% (25,5 miliardi di euro), con la regione di Parigi che ha registrato un calo del 3% (15 miliardi di euro).
Nel corso del 2023, prevediamo che la riduzione dei tassi di interesse migliorerร la situazione. La realtร รจ comunque complessa a causa dei problemi interni come gli scioperi e i tentativi del Governo di innalzare lโetร pensionabile, e influisce sul clima degli investimenti.
Spagna
Dopo la pandemia, in Spagna il lavoro da remoto รจ significativamente diminuito. Anche al suo apice del secondo trimestre del 2020, solo il 16% dei dipendenti lavoravano da remoto. Come rilevato da Randstad Spain, รจ sceso al 7% rispetto alla fine dello stesso trimestre del 2022.
Inoltre, Randstad ha evidenziato che in Spagna il 41,5% delle abitazioni non รจ ritenuta โidonea per il telelavoroโ. In base a questo studio, per essere idonea al telelavoro unโabitazione deve avere uno spazio sufficiente dedicato (per esempio un ufficio o una stanza che non sia la camera da letto) nel quale poter svolgere il proprio lavoro.
Impatto sul mercato degli immobili commerciali in Spagna
In modo simile alla situazione della Francia, riteniamo che il rientro sul posto di lavoro avrร solo un impatto marginale sui valori CRE. Vi sono, perรฒ, delle differenze. Madrid, per esempio, conta la piรน alta percentuale di lavoratori da remoto (12,5%) che stanno rientrando in ufficio. Non riteniamo, perรฒ, che questo possa influire sull'ago della bilancia in termini di canoni di locazione degli uffici. ร invece probabile che a influenzarli saranno i fattori macroeconomici e le condizioni locali.
Tuttavia, in Spagna si registra un aumento delle transazioni CRE, parzialmente alimentato dal rapido ritorno dei visitatori stranieri dopo la pandemia. Il 2022, in Spagna, si รจ chiuso con un valore totale degli investimenti di 13,2 miliardi di euro, con un incremento del 10% rispetto allโanno precedente. La quota piรน alta degli investimenti immobiliari si รจ indirizzata agli immobili commerciali per la rivendita al dettaglio (32%), seguiti da quelli nei settori degli uffici (20%), residenziali (19%) e delle strutture ricettive (18%). Il profilo degli investitori rimane coerente con quello pre-COVID, con quelli stranieri che continuano a dominare il mercato. Tuttavia, lo scorso anno si รจ anche assistito a un aumento degli investimenti nazionali.
Conclusione
Le differenze regionali influiscono sullโimpatto del rientro dei lavoratori a distanza sul luogo di lavoro. I fattori macroambientali globali che coinvolgono tutti i Paesi saranno dominanti, ma avranno un loro impatto anche le condizioni locali, comprese le percentuali di rientro in ufficio dei lavoratori da remoto. Nella maggior parte dei mercati ci aspettiamo nel 2023 un recupero delle transazioni immobiliari, influenzate in particolare dalla riduzione dei tassi di interesse. Ma ci sono anche altri fattori in gioco, e tra questi una possibile crisi del sistema bancario e il perdurare della guerra in Ucraina. In ogni caso gli investitori devono essere agili e agire rapidamente in base al settore e alla regione del mercato CRE in cui operano in modo da potersi adattare alle condizioni variabili e imprevedibili del mercato.





