L’Italia nel mirino della BCE per i crediti non-performing

22. Gennaio 2016 | Drooms Italy

L’ammontare dei crediti non-performing in Italia sembra ammontare al 20% circa del prodotto interno lordo, ovvero 350 miliardi di euro. In questo momento di incertezza per le banche italiane, è necessario prestare attenzione agli strumenti e ai processi attraverso i quali i crediti vengono ceduti.


I crediti non-performing, ossia i crediti in sofferenza, sono ormai una priorità per la Banca Centrale Europea, secondo quanto dichiarato in un’intervista rilasciata recentemente al Corriere della Sera da Ignazio Angeloni, membro del Consiglio di Vigilanza.

La BCE conta di armonizzare e stringere le misure di vigilanza riguardanti la gestione e il funzionamento dei NPL. Malgrado il triste primato dell’Italia, tutta l’Europa è coinvolta nel gruppo di lavoro organizzato a questo scopo, che mira a indagare la classificazione dei NPL in ogni paese prima di organizzarne la cessione per stabilizzare i bilanci delle banche.

 

Gestione dei documenti

La due diligence dei crediti non-performing si caratterizza innanzi tutto per la complessità della sua documentazione. La gestione del processo di vendita e di acquisto di un pacchetto di crediti immobiliari, per esempio, può richiedere decine di migliaia di documenti riguardanti molteplici asset.

I documenti vengono in genere caricati nella data room in modalità batch, e non sempre sono organizzati secondo un indice. Per questo, una data room deve offrire la possibilità di strutturare la documentazione in modo chiaro e semplice, offrendo abbastanza flessibilità da poter indicizzare in modo efficace voluminose quantità di documenti.

Tempistica delle transazioni NPL

Una caratteristica collaterale delle transazioni NPL è la dilatazione delle tempistiche. Per quanto singoli crediti possano essere ceduti rapidamente, la vendita di un intero portafoglio può nel complesso prolungarsi per un periodo molto lungo. Per questo, le transazioni NPL possono essere paragonate a cicli di vita degli asset, in cui le informazioni vanno costantemente riviste, eliminate, modificate o aggiunte.

Processi di ricerca avanzati come il riconoscimento ottico dei caratteri permettono agli utenti di raccapezzarsi velocemente all’interno di data room contenenti grandi volumi di informazioni. Avere il controllo sui documenti permette anche di rendersi conto più velocemente delle informazioni eventualmente mancanti, che possono di conseguenza essere caricati in tempi più brevi.

Il management dei dati come fonte di valore

Le transazioni di crediti deteriorati mirano a attribuire valore a beni la cui insolvenza mettono in pericolo la stabilità dei bilanci delle banche. Se una strategia finanziaria volta alla soluzione del problema è necessaria, i processi di vendita e acquisizione devono essere gestiti in modo efficiente e veloce. La mancanza di documenti importanti nella data room può contribuire alla svalutazione del bene, se non addirittura al fallimento della transazione. La scelta di una data room virtuale al contempo flessibile e performante è dunque cruciale.