La professione legale nel 2025: automatizzata e specializzata

22. Novembre 2016 | Drooms Italy

I professionisti del settore legale hanno già iniziato a usare software che si basano sulla raccolta di dati in grado di fornire informazioni e apportare benefici sostanziali ai clienti. Gli strumenti che apprendono e analizzano i materiali operano più velocemente della forza lavoro tradizionale, e stanno già fornendo un aiuto sostanziale alla professione.


Dovremmo davvero temere i big data?

L’auto a guida automatica di Google è certamente l’esempio più realistico per comprendere fino a che punto l’automazione sarà in grado di influenzare le nostre vite nel medio e lungo termine. È ormai un dato di fatto che la tecnologia intelligente stia utilizzando i big data per applicare l’automazione al 60% delle professioni esistenti in diversi settori.

Chi ha una visione più scettica ritiene che l’automazione, il Machine Learning (o Apprendimento automatico) e l’intelligenza artificiale siano concetti che appartengono a un mondo nel quale l’umanità lascerà il campo ai robot. In realtà, l’automazione porterà benefici a più di una professione.

L’innovazione dirompente nelle attività del settore legale

“Deloitte Insights”, in un suo recente rapporto, ha analizzato l’impatto della tecnologia dell’auto­mazione nel settore delle attività legali, già influenzata della diffusione tecnologie quali l’assistenza virtuale. E le innovazioni dirompenti non rimangono certo in attesa della nostra approvazione per cambiare il modo in cui lavoriamo.

Gli esperti prevedono che le attività ripetitive dovranno arrendersi allo sviluppo dell’automazione, ma i robot non potranno mai rimpiazzare le funzioni cognitive e intellettuali. Questo, in futuro, porterà a dei cambiamenti nell’intera strategia occupazionale degli studi legali.

Secondo questo rapporto, la tecnologia dell’automazione ha già falcidiato più di 31.000 posti di lavoro. Contemporaneamente, tuttavia, vi è stato un incremento di circa 80.000 posti di lavoro, meglio retribuiti e maggiormente qualificati. Questi numeri portano a pensare che la professione legale stia cambiando sulla scia della tecnologia, e forse lo sta facendo in meglio.

Che cosa cambierà per le parcelle degli avvocati

Alcuni ruoli tradizionali, come quelli degli avvocati pagati a tariffa oraria, non subiranno i rapidi cambiamenti che si verificheranno per altri componenti degli studi legali. Nondimeno, vi sarà un cambio generazionale che vedrà affacciarsi sul mercato la generazione dei “Millennial”, più orientata alla flessibilità e alla mobilità. Pertanto, nel medio termine, l’effetto dirompente non risparmierà neanche i consulenti.

Le prime attività che verranno automatizzate saranno quelle di tipo generico, non fatturate a ora, come quelle correlate alla gestione amministrativa e pratica, alla gestione dei documenti, alle attività di archiviazione e di registrazione delle sentenze, della contabilità e della fatturazione. I software per studi legali Virtual Law e Open Evidence sono solo due delle decine di esempi di strumenti intelligenti che migliorano il flusso di lavoro degli avvocati. Che cosa accadrà ai consulenti legali che si occupano di due diligence?

La due diligence è una pratica legale altamente qualificata

La due diligence è un’attività che, per lo più, viene ancora retribuita a tariffa oraria: questo significa che il tempo e l’energia dedicati alla revisione dei documenti continueranno a rimanere, per ora, il “cuore” dell’attività di molti consulenti legali. È per questa ragione che molti di loro vedono la tecnologia intelligente applicata alla due diligence come una seria minaccia al proprio reddito.

In effetti, lo sviluppo di software di apprendimento automatico porterà benefici anche a chi viene pagato a tariffa oraria, in particolare quando dovrà fornire informazioni ai propri clienti.

Il cosiddetto “Rapporto Red Flag” richiede che i consulenti prendano visione e definiscano l’importanza da attribuire alla documentazione alla quale applicare la due diligence e ciò richiede una considerevole quantità di tempo: ma che cosa accadrebbe se, invece di dover visionare tutti i documenti, la maggior parte del tempo venisse dedicata all’analisi di quelli più importanti?

Che cosa accadrebbe se i “Red Flag” diventassero una componente del flusso di lavoro automatizzato? Con l’analisi dei del contenuto, integrata in un software per data room, sarà possibile valutare i rischi (intellettuale, di violazione, inventore...) e consentire quindi ai consulenti legali di assumere le decisioni molto rapidamente e sulla base delle informazioni rilevanti: i servizi chiave saranno quindi in grado di assicurare un vantaggio competitivo.

Se si porta la gestione dei “Red Flag”” a un livello ancora superiore, si avrà la possibilità di raccogliere un numero maggiore di dati relativi al contenuto dei documenti e questo consentirà, quindi, non solo di valutare i rischi ma, anche, le opportunità (legali, finanziarie) insite in una trattativa.

La possibilità di avviare rapidamente valutazioni precise contribuirà alla nascita di una nuova figura di consulente, eliminando il lavoro ripetitivo a favore di una consulenza legale più qualificata e più dettagliata. Questo porterà agli studi legali un vantaggio competitivo.

Per consentire ai professionisti in campo legale di restare al passo con le innovazioni dirompenti sarà necessario sfruttare l’occasione di trarre il massimo profitto dai più recenti sviluppi e dare a se stessi l’opportunità di concentrarsi su attività più qualificate e più gratificanti a livello personale. In altre parole, chi non si adatterà alla tecnologia, nel 2025 potrebbe non essere più in gioco.